Solennità dell’Addolorata, Patrona dei Dottrinari

Maria Madre Addolorata, Regina dei martiri 

Simeone, dopo aver preannunziato alla gloriosa Vergine le cose che dovevano avvenire al suo Figlio, soggiunse quanto sarebbe avvenuto a lei stessa: una spada avrebbe trapassata l’anima (Lc 2,35). Simeone le aveva dato una felice e meravigliosa notizia, dicendo che il suo figlio sarebbe la luce delle Genti e la gloria del suo popolo Israele, ma ora le dà una notizia triste, soggiungendo che la spada della passione del figlio trafiggerà la sua anima. Ma quale notizia più dura di questa si potrebbe dare: la spada di dolore trapasserà l’anima tua?… Il coltello di cui parliamo è quello della passione dell’Uomo-Dio che trafiggerà l’anima della Madre e toglierà la vita al figlio. Infatti tutti i dolori che Gesù Cristo soffrì nella sua carne, inondarono l’anima della Vergine Santa; ed il dolore di lei fu così grande che mai alcun martire soffrì tanto nel suo corpo quanto Maria nella sua anima durante la passione del suo Figlio… I martiri soffrivano con pena corporale invece Maria nell’anima; quelli soffrivano per la fede e per il premio eterno, Maria per puro amore e quindi ha sofferto più di tutti. Non vi è stato alcun martire che abbia tanto amato il suo corpo e la sua vita, quanto Maria ha amato la vita e la persona del suo Figlio, ed è ben noto che dove più forte è l’amore tanto più profondo è il dolore. Ecco il coltello che ha trafitto l’anima della Vergine Madre: la passione dell’innocente suo Figlio. Tutto ella soffrì senza consolazione e conforto; poiché come il Figlio nella sua passione fu abbandonato dal Padre; così Maria, nel suo dolore, fu abbandonata dal Figlio. Impegniamoci a ricavare questo frutto dal Vangelo, che essendo venuto al mondo il Figlio di Dio per la rovina e la resurrezione di molti, sia la rovina e distruzione dei nostri vizi, e sia la resurrezione e vita delle virtù. Questo segno di salvezza sia per noi un segno di imitazione, affinché avendo imitato Gesù Cristo nell’umiltà, nella purezza e nella carità in vita, possiamo entrare ad aver parte della sua gloria nel possesso dei beni eterni. Amen. (B. Cesare de Bus)

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