Buon Natale e sereno 2017

Se noi riflettiamo bene, come è necessario che Gesù Cristo venendo nel mondo volle nascere in una stalla e riposare in una mangiatoia, noi noteremo che la divina Sapienza in quei luoghi, seduta come su una cattedra, ha voluto insegnarci la più bella e sublime dottrina. E prima di tutto nella stalla ci insegna che lui volle nascere in quel luogo così infimo, per comunicarsi più facilmente a tutti, e anche i poveri avessero più facile accesso a lui, perché per loro era specialmente venuto….. È alloggiato in una stalla come un povero pellegrino, per insegnarci che questa vita non è che un vero pellegrinaggio, e che non dobbiamo fissare in questo mondo la nostra stabile dimora, essendo tutti i luoghi di quaggiù, come alberghi, dai quali è necessario sloggiare quando lo richiede il padrone. Un vero pellegrino, che desidera rivedere presto la sua patria, se incontra qualche luogo delizioso, lo degna appena di uno sguardo, senza affatto fermarsi; se si imbatte in qualche combriccola che festeggia uno sposalizio con suoni e canti e danze, non si ferma, ma prosegue il suo viaggio, e contento del puro necessario a riguardo del vestire e del mangiare, non cerca altro per arrivare in fretta ad abbracciare i suoi cari. A questo continuamente sospira e anela… Ha voluto nascere senza alcun apparato di grandezza, perché sia contemplato solo e senza distrazione, perché dove è Dio, non si deve guardare altra cosa. Né altra cosa si può conoscere, desiderare, amare, perché in Lui sono tutte le cose, perché in Lui si trova più bellezza di quella che si potrebbe godere; più di maestà di quella che si potrebbe contemplare; più di sapienza di quella che si potrebbe ammirare e comprendere. Ora per guarire le nostre spirituali infermità, non vi è niente di più proprio e efficace, che contemplare questo mistero grande e pieno d’amore, vedere il Signore di tutte le cose avvolto in poveri stracci e piangente nella mangiatoia, considerare la sua umiltà e la sua povertà, rimedio efficace e correttivo della nostra superbia, del nostro lusso, e della nostra avarizia. Ecco, o cristiani, il mistero della nascita di Gesù Cristo, che dobbiamo avere sempre davanti agli occhi, e imprimere nella nostra mente, affinché contemplandolo, impariamo la pazienza nelle nostre sofferenze. Ringraziamolo, intanto, giorno e notte per un così grande beneficio, perché Lui è disceso dal cielo in una stalla per innalzarci dalla stalla, nella quale ci trovavamo, e collocarci in cielo. B. Cesare de Bus

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