29 settembre 2014: 422° anniversario di Fondazione della Congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana

Dal discorso di fondazione del B. Cesare

“Dio sia benedetto perché questa riunione si tiene oggi, giorno che la Chiesa consacra a S. Michele e a tutti gli Spiriti Beati dei quali Egli è principe e capo. Ci troviamo qui, insieme, per rinsaldare ancora di piú quel vincolo santo che Dio stesso ha stretto tra noi ormai da anni. La Provvidenza che ha disposto questo felice incontro sembra avere voluto con questa coincidenza liturgica rafforzare la nostra speranza e assicurarci che questi Spiriti benefici, i quali presiedono alla nascita della nostra Congregazione, stenderanno su di essa, senza interruzione, la loro salutare protezione. Non c’è dubbio che, secondo la parola profetica, gli Angeli, per uno speciale ordine di Dio, la custodiranno in tutti i suoi passi, la porteranno sulle loro mani affinché non inciampi contro il sasso e, sotto una simile protezione e con un cosí grande aiuto, essa camminerá sull’aspide e sulla vipera, schiaccerá il leone ed il drago (cfr. Sal 90,11-13). Con la solennitá di questo giorno, la Provvidenza vuole ricordarci che la nostra Congregazione, nascendo sotto il patrocinio e quasi sotto lo sguardo degli Angeli, contrae un obbligo particolare a lavorare e a diventare tutta angelica. Essa lo sará se noi, che stiamo per cominciarla e quelli che verranno dopo di noi, non tralasciamo nulla onde essere in qualche cosa simili agli Spiriti Beati. La Bibbia attribuisce loro soprattutto la luce: in “Giobbe” sono gli astri del mattino, in “S. Giovanni” le stelle del cielo, in “S. Paolo” gli Angeli di luce: è questa la loro prerogativa. Sforziamoci di esprimerla in noi: siamo pieni di luce! Ció non é impossibile, noi possiamo esserlo attraverso il solo “esercizio della Dottrina Cristiana”. Questa Dottrina è la vera luce. La luce vivificante che la divina Stella d’Oriente, il Sole di Giustizia, ha diffuso sulla terra. Simile alla luce, essa si spande su tutti senza distinzioni di ramo sociale o di nascita; essa splende sul capo dell’ateo come su quello del credente: sull’empio affinché rinunci alla sua empietá, sul giusto affinché s’innalzi a una santitá piú grande. Le tenebre dell’ignoranza non resistono di fronte ad essa. Infatti non appena è apparsa, la notte del paganesimo ha ceduto il posto alla gran luce del Vangelo. Coloro che la prediligono conoscono ció che merita d’essere amato; coloro invece che la rifiutano dimostrano con il loro atteggiamento la corruzione del proprio cuore; in realtá odiano la luce soltanto quelli che commettono il male. Il Profeta conosceva bene la natura quando diceva: “Lampada per i miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino” (sal. 118,105). Annunciamo questa Parola, insegniamo questa Dottrina, consacriamoci a questo esercizio e noi saremo Angeli di Luce! È vero che noi non lo saremmo che a metá se diffondessimo la luce con le nostre parole e, nello stesso tempo, le tenebre con gli atti. Tutto in noi deve catechizzare; il nostro stile di vita sia cosí conforme alle veritá insegnate da essere un catechismo vivente. È troppo poco per noi praticare in un modo comune le virtú che la Dottrina Cristiana propone. Come gli astri, sorgente di luce, stanno in alto sopra la terra che illuminano, allo stesso modo noi dobbiamo spiritualmente sovrastare coloro ai quali insegnamo. Noi dobbiamo credere alle veritá del Simbolo con una fede capace di trasportare le montagne, pregare le domande del Padre Nostro con una speranza che non sará mai delusa, praticare i Comandamenti del Decalogo con un amore forte come la morte, duro come l’Inferno; infine noi dobbiamo ricevere e amministrare i Sacramenti con una purezza degna di quell’acqua che zampilla per la vita eterna e della quale essi sono fonte e canale. Noi stiamo per impegnarci in una Congregazione del tutto apostolica. Non dimentichiamo che Gesú Cristo ha pregato per i suoi Apostoli affinché fossero una cosa sola come Lui e il Padre (cfr. Gv 17,21). Ricordiamoci che la Dottrina Cristiana che noi vogliamo insegnare, contempla un solo Signore, una sola Fede, quella del Simbolo, una sola Speranza, quella del Padre Nostro, un solo Battesimo tra i Sacramenti e, nel Decalogo, un solo Comandamento, come afferma S. Paolo, quello dell’Amore nel quale tutti gli altri si ritrovano. Per amore di queste “unitá”, uniamoci oggi fra di noi e con Dio mediante vincoli indissolubili e legami tanto fortiche nulla riesca mai a spezzare e perció a separarci. P. Du Mas, La vie du Venerable Cesar de Bus…, 173-174.

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