Notiziario: Settembre 2011

Carissimi,
in questo numero, il brano della Parola di Dio su cui pregare, meditare e condividere, ed il commento del B. Cesare riguardano il brano del Vangelo che ascolteremo il 18 settembre, XXV Domenica del Tempo Ordinario.
Per la storia di famiglia, riportiamo alcuni cenni sulla vita dei Dottrinari a Segni.
Per il Movimento Familiare Dottrinario, in attesa di riportare una cronaca dell’incontro di S. Severino, annunciamo la partecipazione delle Famiglie Dottrinarie al raduno mondiale delle famiglie con il Papa, in programma per giugno 2012.
Un caro saluto.  
P. Sergio La Pegna

DAL VANGELO SECONDO  MATTEO (20,1-16)

1 Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. 2Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. 3Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, 4e disse loro: «Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò». 5Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. 6Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: «Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?». 7Gli risposero: «Perché nessuno ci ha presi a giornata». Ed egli disse loro: «Andate anche voi nella vigna».
8Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: «Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi». 9Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. 10Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. 11Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone 12dicendo: «Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo». 13Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: «Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? 14Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: 15non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?». 16Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

DAGLI SCRITTI DEL BEATO CESARE

Il regno dei cieli, dice il divin Salvatore, è simile a un padre di famiglia, il quale andò di buon mattino a cercare lavoratori per la sua vigna. Si mise d’accordo con loro per un denaro al giorno. Allora li mandò nella sua vigna. Uscì di nuovo verso le nove del mattino, né vide altri che stavano in piazza senza far niente, e disse loro: andate anche voi nella mia vigna e vi darò ciò che vi spetta. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece lo stesso. In questo modo di agire del padre di famiglia è simboleggiato quello di Dio, il quale fa tutte le cose per sua esclusiva bontà e non già per sua necessità e interesse.  Questo padre di famiglia che dall’alba fino alla sera chiama i lavoranti alla sua vigna, è Dio, perché con la sua prudenza e giustizia governa molto bene la casa e la famiglia, della quale è responsabile… Il buon padre di famiglia non ha mai cessato di mandare operai nella sua vigna. Lui all’alba mandò i Patriarchi, verso le nove mandò i Profeti, verso mezzogiorno mandò gli Apostoli, poi i martiri, i confessori, i dottori e le vergini, i quali tutti furono chiamati dal Signore a lavorare la sua vigna. La coltivarono molto bene con la dottrina, con gli esempi e con i miracoli, e in tutte le età degli uomini non ha mai cessato di chiamare ciascuno a questo lavoro, ossia nell’infanzia, ossia nell’adolescenza, e in gioventù, e fino nell’ultima ora della vecchiaia. Ma qualcuno dirà: perché mai questo buon padre non li chiama tutti allo spuntare del giorno? La ragione è che coloro che erano di¬sposti a venire all’ora di terza, o di sesta, non lo erano alla prima ora. In questo, dice San Giovanni Crisostomo, si arriva a cono¬scere la grande bontà e pazienza di nostro Signore. Il padre di famiglia uscito per l’ultima volta all’ora undecima, cioè le cinque di sera, e trovati altri operai che stavano in ozio, li rimproverò dicendo: “perché state qui tutto il giorno oziosi? andate anche voi nella mia vigna, e sarete compensati del vostro lavoro secondo giustizia”.
Non vogliate dunque, o cristiani, vivere oziosi, ben sapendo che dovrete rendere conto a Dio del tempo per¬duto o male impiegato; dal momento che chi non si sarà affaticato utilmente in questa vita per santificarsi, faticherà senza frutto nell’altra in un terribile e eterno tormento, e vivrà sempre, per sempre soffrire. Si aggiunge nel vangelo che quando i primi furono pagati, pensando di ricevere più del pattuito, se ne lamentarono contro il padre di famiglia, dicendo: “questi ultimi hanno lavorato un’ora sola, e li hai trattati come noi che abbiamo sopportato il peso della giornata e del caldo”. Questo mugugno però deve ritenersi non come un dispiacere, ma piuttosto come ammirazione verso il padre di famiglia per la bontà che dimostrava verso quelli che avevano lavorato meno. Questa è una immagine della bontà di Dio, il quale dona gratuitamente ai suoi eletti assai più di quello che meriti la loro fatica, perché lui non guarda il tempo, e non conta le ore che impieghiamo a servirlo; ma piuttosto con quale fervore e volontà lo serviamo.

DALLA “STORIA DI FAMIGLIA”: I Dottrinari a Segni

Nella prima metà del ’700 i padri dottrinari a Segni innalzarono la chiesa del Gesù, che per decorazione pittorica è seconda soltanto alla cattedrale; nella seconda metà costruirono il palazzo, divenuto in seguito sede municipale, e che tra quelli della sua epoca è il più imponente.
Il rettore p. Giovanni Battista Ardizzoni di Nizza, ottenuta dai superiori la facoltà di prendere in prestito 3500 scudi per la costruzione, incaricò l’architetto Domenico Simonetti di Como di redigerne il progetto. Il primo dicembre 1753 fu autorizzato ad accendere il mutuo e l’anno successivo, 4 dicembre 1754, il Consiglio provinciale dei Dottrinari approvò il “ristretto di convenzione” con l’architetto.
Per la costruzione della chiesa i Dottrinari usufruirono del denaro ereditato dal Luciani, per il palazzo del collegio dovettero ricorrere al prestito suddetto, aumentato, il 12 febbraio 1758, di altri 500 scudi: complessivamente il debito assommava a scudi 4000, oltre gli interessi.
In pochi anni il bel palazzo, spesso detto nelle fonti “Collegio”, fu portato a termine. Restavano però i debiti. I Dottrinari cercarono di dilazionarne le rate e il 12 gennaio 1761 fu approvata l’istanza dei padri di Segni e di Pontecorvo, i quali chiedevano di accordarsi con l’erede dell’architetto Domenico Simonetti per il pagamento dei debiti contratti per la costruzione dei rispettivi collegi.
Nel Palazzo vi erano due stanze, comunicanti tra loro, con soffitto a volta, che erano usate per la scuola della Dottrina Cristiana e delle nozioni elementari per leggere e scrivere, detta nei secoli XVIII e XIX, “la Scoletta”.
Nella chiesa del Gesù, centro della vita spirituale segnina sono i due settenari dedicati alla Madonna Addolorata, il primo celebrato tra la seconda e la terza domenica di Settembre, il secondo tra la seconda e la terza domenica di Novembre. La profonda devozione deriva dall’opera di predicazione dei Padri Dottrinari, che introdussero nella chiesa del Gesù l’immagine dell’Addolorata. (Cf. Bruno Navarra, Segni , i Dottrinari la Chiesa del Gesù, il Palazzo Municipale, 2004)

“VITA DI FAMIGLIA DOTTRINARIA”: Raduno mondiale delle Famiglie

Dal 1° al 3 giugno 2012 a Milano le famiglie dottrinarie parteciperanno all’incontro mondiale delle Famiglie con Benedetto XVI
Il prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie costituisce un’occasione privilegiata per ripensare il lavoro e la festa nella prospettiva di una famiglia unita e aperta alla vita, ben inserita nella società e nella Chiesa, attenta alla qualità delle relazioni oltre che all’economia dello stesso nucleo familiare. Il VII Incontro Mondiale… culminerà il sabato sera con la “Festa delle Testimonianze” e domenica mattina con la Messa solenne. Queste due celebrazioni, da me presiedute, ci vedranno tutti riuniti come “famiglia di famiglie”. Lo svolgimento complessivo dell’evento sarà curato in modo da armonizzare compiutamente le varie dimensioni: preghiera comunitaria, riflessione teologica e pastorale, momenti di fraternità e di scambio fra le famiglie ospiti con quelle del territorio, risonanza mediatica. Benedetto XVI

Preghiera per il VII Incontro mondiale delle famiglie del card. Dionigi Tettamanzi

Padre del Signore Gesù Cristo, e Padre nostro, noi ti adoriamo, Fonte di ogni comunione;
custodisci le nostre famiglie nella tua benedizione perché siano luoghi di comunione tra gli sposi
e di vita piena reciprocamente donata tra genitori e figli.

Noi ti contempliamo Artefice di ogni perfezione e di ogni bellezza;
concedi ad ogni famiglia un lavoro giusto e dignitoso, perché possiamo avere il necessario nutrimento e gustare il privilegio di essere tuoi collaboratori nell’edificare il mondo.

Noi ti glorifichiamo, Motivo della gioia e della festa;
apri anche alle nostre famiglie le vie della letizia e del riposo per gustare fin d’ora quella gioia perfetta che ci hai donato nel Cristo risorto.

Così i nostri giorni, laboriosi e fraterni, saranno spiraglio aperto sul tuo mistero di amore e di luce
che il Cristo tuo Figlio ci ha rivelato e lo Spirito Vivificante ci ha anticipato.
E vivremo lieti di essere la tua famiglia, in cammino verso di Te, Dio Benedetto nei secoli. Amen.

Nelle parrocchie dottrinarie e nei prossimi numeri del Notiziario e su Luce Vera le informazioni pratiche per partecipare.

Per informazioni sull’incontro mondiale delle Famiglie: www.family2012.com

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