Notiziario: maggio 2011

Carissimi,
in questo mese, il brano della Parola di Dio su cui pregare, meditare e condividere, ed il commento del B. Cesare riguardano il brano del Vangelo che ascolteremo l’8 maggio 2011, III Domenica di Pasqua.
Per la storia di famiglia, in occasione della Beatificazione di papa Giovanni Paolo II, riportiamo alcune frasi tratte dalla sua lettera ai Padri Dottrinari, in occasione del 4° Centenario di Fondazione e del Capitolo Generale del 2000.
Per il Movimento Familiare Dottrinario, riportiamo le informazioni utili per l’incontro del prossimo agosto.
Un caro saluto.  
P. Sergio La Pegna

DAL VANGELO SECONDO  LUCA (24, 13-35)

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.
Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme!».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Dagli scritti del B. Cesare

Gesù Cristo è pellegrino, pellegrini erano i due discepoli, e anche noi, membri di Gesù Cristo e figli di Dio siano pellegrini, perché non habemus hic manentem civitatem. Pellegrini si riputavano i Patriarchi e come tali abitavano nelle tende, né pensavano a fabbricarsi delle case. Temporanei abitatori dell’Egitto di questo mondo, dobbiamo preparare ciò che occorre per il nostro pellegrinaggio. Quali case preparare? Cosa portare? Non sono le case, i terreni, le ville, ma sono le opere buone. I beni ci accompagnano nei bisogni, nelle malattie, i parenti sino al sepolcro; ma le buone opere sino in paradiso. Se l’uomo si riconoscesse pellegrino, vivrebbe in altra maniera, poiché i pellegrini, contenti delle cose che sono loro necessarie, non fabbricano, non comprano, non si curano di immortalare il loro nome in un paese straniero; camminano sempre, la bellezza dei luoghi non li arresta, se vedono spettacoli e feste, passano oltre, sospirano sempre per la loro patria, non domandano alloggio che per una notte e si accontentano del solo vitto e vestito. Pellegrini che mi ascoltate, abbiate pensiero della vostra patria celeste!
Ma quali devono essere i discorsi dei pellegrini? Ce lo insegnano i discepoli stessi. Parlavano costoro della passione e morte di Gesù Cristo, dell’eccesso della sua umiltà, della sua carità, della sua pazienza e dei tormenti che aveva sofferti.
Così discorrendo giunsero lì dove erano diretti e Gesù fa come se dovesse andare oltre. Così fece anche con i suoi apostoli; vedendoli sul mare in pericolo, fece come se dovesse andare oltre; così fece con la cananea. Così fa anche con noi per far crescere in noi il nostro desiderio- fa come una madre che mostra al suo piccolo un frutto e poi si allontana da lui, non perché non voglia darglielo, ma per incoraggiare il bambino a camminare.
Resta con noi, Signore! è questa una breve ed utilissima orazione che è bene recitare in tutte le calamità. Ripetiamo queste sante parole camminando e rimanendo seduti, soli ed in compagnia, mangiando e lavorando, andando a letto.
I discepoli non lo conobbero dalle sue parole, camminando, ma quando sedettero a mensa con Lui. Cristiani, volete conoscere Gesù Cristo? Accostatevi spesso alla sua mensa eucaristica. Non basta ascoltare le prediche, né parlare di Lui e delle sue meraviglie nelle vostre case o altrove; bisogna andare a cibarsi di Lui, ed allora Egli rimarrà in voi e voi rimarrete in Lui.
I due discepoli ritornarono a Gerusalemme annunziando la lieta novella. Così termina il nostro Vangelo, in conclusione del quale vi esorto ad essere diligenti nella correzione del prossimo, a riconoscervi pellegrini in questo mondo, a parlare spesso delle opere di Gesù Cristo, del suo amore, della sua bontà, della sua giustizia, a conoscerlo nell’ascoltare la sua parola e meglio ne partecipare alla sua mensa. E soprattutto preghiamolo sempre dicendo: Resta con noi, Signore!

Dalla “Storia di Famiglia”: Giovanni Paolo II e i Dottrinari

In occasione della Beatificazione di papa Giovanni Paolo II, riportiamo alcune frasi importanti che il Papa ha rivolto ai Padri Dottrinari.

Il ricordo di questi quattrocento anni di vita della vostra Congregazione vi serva per rimeditare il vostro carisma peculiare e per ricuperare in pienezza la vostra identità. Auguro che esso vi sia di stimolo per riportare nella vita della Chiesa di oggi l’ardore con cui il Beato Cesare de Bus si era lasciato conquistare dall’ispirazione dello Spirito Santo.

La vostra Congregazione, di fronte al secolarismo crescente nelle diverse culture, non cessi di portare il suo contributo al rinnovamento della società, vivendo pienamente la propria vocazione con lo stesso entusiasmo, con la stessa carica di annuncio, con la stessa capacità di progresso interiore, di coesione nella carità e nel servizio con cui visse e operò il Fondatore… Non venga mai meno in voi il servizio all’uomo di oggi, non meno bisognoso e smarrito di quello a cui si rivolsero le amorevoli attenzioni del Beato Cesare  de Bus.

Cari Fratelli, grazie per la vostra visita. Possa questo incontro col Successore di Pietro esservi di stimolo a continuare con fervore nel vostro cammino di fede, così da realizzare tra voi nell’accoglienza reciproca e nella condivisione profonda del carisma originario comunità capaci di esprimere una incisiva testimonianza evangelica nel mondo di oggi (Udienza del 5 luglio 2000).

VITA DI FAMIGLIA DOTTRINARIA

Dal 25 al 28 agosto
Incontro delle famiglie dottrinarie presso le Sorelle Povere di Santa Chiara in San Severino Marche.
 A SAN SEVERINO MARCHE
Incontro delle famiglie dottrinarie presso le Sorelle Povere di Santa Chiara in San Severino Marche.

Nel periodo sopra indicato si svolgerà presso la casa di accoglienza delle Sorelle Povere di Santa Chiara di S.Severino Marche l’incontro nazionale delle famiglie dottrinarie.
 
Poichè la disponibilità di accoglienza della casa è di n. 33 posti  massimo, vi proponiamo di inviare quanto prima la vostra iscrizione, entro e non oltre il 15 giugno. Raggiunto il numero massimo, se creerà una lista di attesa.
Le iscrizioni devono pervenire ad Antonio Garzia (cell.3383439729;   agarzia@epaflex.it) o Bonelli Gianluca (cell. 3383038543;                gianluca.bonelli@tin.it) con una caparra di 50 euro a famiglia (da consegnare al referente locale).
Il costo complessivo che comprende vitto e alloggio, ma non il viaggio (a cui ogni famiglia dovrà provvedere autonomamente) è di Euro 150 a famiglia.
Arrivo nella mattinata del 25 agosto e partenza nel pomeriggio del 28 agosto.
Il programma di massima delle giornate verrà inviato ai referenti entro il       20 luglio.
Per le informazioni pratiche chiedere all’atto dell’iscrizione.

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