Notiziario: luglio-agosto 2010

Carissimi, in questo mese, il brano della Parola di Dio su cui pregare, meditare e condividere, ed il relativo commento del B. Cesare, riguardano il brano del Vangelo che ascolteremo nella Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria in cielo, il prossimo 15 agosto. Per la storia di famiglia riportiamo la seconda parte dei cenni sulla figura di mons. Angelo Struffolini, dottrinario e Vescovo di Ascoli Satriano.
Un caro saluto.  
P. Sergio La Pegna, d.c.

DAL VANGELO SECONDO  LUCA (1, 39-56)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

DAGLI SCRITTI DEL B. CESARE

Quando un valente pittore vuole dipingere una immagine che riesca di una bellezza perfetta, ecco cosa fa: ne contempla parecchie tra le più rare e apprezzate, che lui possa trovare; da una prende gli
occhi, da un’altra la bocca, e da altre quanto trova di ben fatto per il rimanente del viso e del corpo, e, di tutti questi particolari messi assieme, compone una immagine perfetta.
Nello stesso modo, il pittore e operaio eterno (= Dio), volendo formare e presentare una immagine che fosse la più bella tra le belle, la più perfetta tra le perfette, e precisamente la gloriosa Vergine, ha preso come modello la più bella e la migliore di tutte le virtuose e oneste signore, che siano esistite dall’inizio del mondo, e l’ha riprodotta in questa Vergine.
Infatti ciò che di bello vi fu in Rachele, di bontà in Rebecca, di prudenza in Abigail, di forza in Giuditta, di saggezza in Ester, di devozione in Anna, insomma tutte le grazie e privilegi che sono stati elargiti alle altre in una certa qual misura, sono stati profusi a piene mani sulla Madonna,
A causa di ciò gli spiriti beati, estasiati di ammirazione non solamente per la sua concezione e natività, ma per la sua annunciazione e assunzione, dicono: “Chi è costei che è stata concepita senza peccato, che entrò nel mondo pura e senza macchia, che è vergine e madre contemporaneamente, che ascende in cielo, ove è al di sopra di ogni creatura?”.

Dunque, se vi compiacerete di prestarci attenzione, noi vi diremo chi è la nostra Signora, la Madonna, e di quali grazie e virtù è stata impreziosita.
Non c’è nessuno che chi ti rassomigli, perché come dice Sant’Anselmo: “O gloriosa Signora, nulla ti uguaglia; tutto ciò che vi è di bello, di santo, e di perfetto, o è superiore a Te, oppure inferiore a Te. Superiore a Te non vi è che Dio; inferiore a Te è tutto ciò che non è Dio: gli Angeli, i Patriarchi, gli Apostoli e tutti i Santi”.
La sua bellezza non può essere conservata con la cura, né sminuita dal passare del tempo, in quanto nulla ebbe in dono dalle creature, ma solo dal Creatore…
Come il sole porta la sua luce e annulla tutte le altre luci, così la luna supera in
chiarore ogni altra stella, vale a dire tutti i santi che come stelle riposano in cielo, sono sorpassati dalla Madonna. Essa è stata superiore agli Angeli per purezza; ai Patriarchi per fede; per speranza, più sicura che i profeti; per carità, più ardente che non quella degli Apostoli; per costanza, più perseverante dei Martiri; per diligenza, ai Confessori; per rettitudine, superiore alle Vergini, alle vedove, e alle sposate che mirano a vivere bene e santamente.
La Madonna è il polo celeste che conduce al porto sicuro del cielo tutti coloro che la guardano e la seguono. La gloriosa Vergine è veramente bella.

DALLA “STORIA DI FAMIGLIA”: mons. Angelo Struffolini (2)

Nel primo decennio del 1900 la Congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana stava vivendo un periodo tanto difficile che aveva indotto la Congregazione dei Religiosi ad inviare un Visitatore Apostolico. Venne scelto il p. Cristini, Provinciale dei Redentoristi, uomo di larghe vedute ed amico dei Dottrinari. Egli radunò la Comunità di S. Maria in Monticelli e propose di domandare aiuto a mons. Struffolini. Tutti i padri applaudirono alla proposta di affidare la Congregazione, in questo momento particolare, a mons. Struffolini. Così il Vescovo rinunciò alle due Diocesi, dove era molto amato e stimato, per rientrare a Roma, a S. Maria in Monticelli, fra i suoi confratelli ed in particolare il suo concittadino p. Lanza. Non appena arrivò il Visitatore Apostolico convocò tutta la Comunità e disse che a nome del Card. Vives-j-Tuto, Prefetto dei Religiosi, consegnava la direzione della Congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana a p. Angelo Struffolini. Questi si mise subito a lavoro presentando l’elenco del Definitorio e dei Superiori di tutte le Case che furono approvati dal Prefetto della Congregazione dei Religiosi. Il primo pensiero del nuovo Preposito Generale fu quello di dare incremento alla Casa di Formazione e alle Case di Noviziato. Favorì l’organizzazione dei Padri di fare “l’esercizio della Dottrina Cristiana” in diverse chiese romane. Il papa Benedetto XV, in udienza privata, volle sapere da mons. Struffolini come si stata sviluppando la sua opera in favore della Congregazione e si rallegrò per l’iniziativa dei Catechismi e della nuova Casa di formazione. Il Padre Generale favorì anche la centralità di Roma e della Casa di S. Maria in Monticelli costituendo un Centro Catechistico. In accordo con il Vicariato di Roma aprì le Scuole Catechistiche che funzionavano a san Giovanni in Laterano, a san Sisto Vecchio, al Quo Vadis e alla chiesetta del Crocifisso al Ponte Quattro Capi. Mons. Struffolini è anche ricordato perché volle riaffermare la presenza della Congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana non solo in Vaticano ma anche nel resto dell’Italia incoraggiando l’apertura del Postulantato a Pontecorvo, per la Provincia Romana-Napoletana e, per la Provincia Piemontese, la costruzione del Tempio dedicato a Gesù Nazareno a Torino. Egli stesso presenziò all’apertura al pubblico di questa grande chiesa. La grande guerra del 1915-1918 portò scompiglio alla Congregazione: i Padri giovani e i seminaristi vennero chiamati al servizio militare. Alla guerra si aggiunse la “spagnola”, malattia che decimò anche i Padri anziani fra cui anche lo stesso mons. Struffolini, P. Boini, Procuratore Generale ed il Fr. Francesco Rossino. La Congregazione dei Religiosi nominò nuovo Preposito Generale P. Giuseppe Giacobbe. Da memorie di Padri Dottrinari trovate nell’Archivio Generale della Congregazione si trova quest’affermazione: “senza l’intervento di Mons. Struffolini difficilmente si sarebbe in vita”. Da quanto accennato in questa breve biografia possiamo senz’altro confermare questa citazione infatti, in un periodo in cui la Congregazione si trovava in difficoltà nella fedeltà a ciò che il Signore le chiedeva di essere, Mons. Struffolini, con la sua peculiare attenzione alle case di formazione e all’esercizio della Dottrina Cristiana, rilanciò i Dottrinari nel secolo ventunesimo appena cominciato.

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