Notiziario: giugno 2011

Carissimi,
in questo mese, il brano della Parola di Dio su cui pregare, meditare e condividere, ed il commento del B. Cesare riguardano il brano del Vangelo che ascolteremo il 19 giugno, Solennità della Santissima Trinità.
Per la storia di famiglia, riportiamo la seconda parte dei cenni di vita di p. Giuseppe Giacobbe.
Per il Movimento Familiare Dottrinario, riportiamo le informazioni utili per l’incontro del prossimo agosto.
Un caro saluto.  
P. Sergio La Pegna

DAL VANGELO SECONDO  GIOVANNI (3, 16-18)

16Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.

DAGLI SCRITTI DEL BEATO CESARE

Secondo la dottrina della nostra Santa Madre Chiesa, noi dobbiamo credere fermamente e confessare semplicemente che vi è un solo vero Dio eterno, immutabile, incomprensibile ed onnipotente Padre, Figlio e Spirito Santo in tre persone e una stessa essenza, una stessa sostanza, potenza ed eternità.
S. Agostino, scrivendo il Libro della SS.ma Trinità, e passeggiando un giorno per la spiaggia del mare, vide un fanciullo che, fatta una piccola buca nel lido, versava in essa dell’acqua per mezzo di una conchiglia. Vedendo ciò, S. Agostino domandò che cosa intendesse fare ed egli rispose: “Voglio svuotare il mare e racchiuderlo in questa buca”. “Ciò è impossibile!”, gli disse S. Agostino; ed il fanciullo rispose: “E’ più facile che io compia la mia impresa che tu giunga a comprendere, con la piccolezza del tuo intelletto, l’abisso e la profondità del mistero della SS.ma Trinità” e scomparve. La SS.ma Trinità è un mistero inaccessibile. Però, per nostra consolazione, in questa vita possiamo vedere e conoscere in qualche modo questo augusto mistero, non già come i beati in cielo, ma in qualche parte, come dentro uno specchio, come il sole nelle nuvole.Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza” (Gn 1,16). Gettate lo sguardo sull’uomo ed in lui voi vedrete risplendere la SS.ma Trinità. L’anima dell’uomo, infatti, è una nell’essenza e trina nelle potenze, legate fra di loro: la memoria ritiene ciò che l’intelletto vede e intende; la volontà non può amare se non ciò che procede dalla memoria e dall’intelletto. Anche nel sole scopriamo un’immagine di questo mistero. In esso si distinguono la luce, il raggio ed il calore: la luce genera il raggio, come il Padre genera il Figlio; dalla luce e dal raggio risulta il calore, come dal Padre e dal Figlio procede lo Spirito Santo.
Dobbiamo credere fermamente il mistero della Trinità, ma non basta credere, bisogna anche amare questo Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. È questo il fine per cui siamo creati: conoscere il sommo bene, conoscendolo lo amiamo, amandolo arriviamo a possederlo e possedendolo, lo godiamo felicemente.
O Santissima Trinità noi Ti confessiamo ed adoriamo profondamente! O potenza del Padre fortifica la nostra debolezza! O Sapienza del Figlio, illumina la cecità del nostro intelletto! O carità dello Spirito Santo infiamma col Tuo amore il gelido nostro cuore! Noi confessiamo senza stancarci la Tua onnipotenza, o eterno Padre, per la sapienza del Tuo unico Figlio e per la bontà e clemenza del Tuo Santo Spirito, affinché sostenuti dalla Tua onnipotenza, illuminati dalla Tua sapienza ed infiammati dalla Tua carità, possiamo superare le forze dei nostri nemici, e dopo aver ottenuto la vittoria, siamo resi degni della corona che ci hai preparata in cielo, e siamo ammessi a cantare eternamente con gli Angeli e Santi: Santo, Santo, Santo è Dio degli eserciti. Amen.

Dalla “Storia di Famiglia”: p. Giuseppe Giacobbe (2)

Verso la fine del 1800, la Congregazione riprendeva ad avere un buon numero di vocazioni, così p. Giacobbe pensò che, per meglio curare la formazione intellettuale, era auspicabile avere una casa a Torino…e la Provvidenza l’aiutò anche in quest’opera.
Poco tempo prima uno straordinario evento era accaduto nella chiesa di S. Maria in Monticelli in Roma: un quadro in cui era raffigurato Gesù Nazareno aveva mosso ripetutamente gli occhi. La cosa era avvenuta nel 1854 e, successivamente, nel 1898. Il quadro era stato trasferito sull’altare maggiore della chiesa e si erano cominciati solenni festeggiamenti. Fu per questo che il p. Tommaso Lanza, Superiore Generale della Congregazione, suggerì al p. Giacobbe di intitolare l’erigenda chiesa di Torino a Gesù Nazareno…e così fu. Il 24 novembre 1904 si ebbe la solenne posa della prima pietra e un anno dopo il p. Giacobbe venne nominato parroco della nuova Parrocchia. I lavori proseguirono per nove anni, non senza sofferenze per il p. Giacobbe e nel 1913, alla presenza di Mons. Angelo Struffolini, Vescovo titolare di Filippi e Preposito Generale della Congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana, di altri Vescovi, Presbiteri e laici, il p. Giacobbe trasportava solennemente il SS.mo Sacramento dalla cappella provvisoria alla nuova chiesa.
Intanto era alle porte il primo grande conflitto mondiale. La Congregazione, che stava per riprendersi dalle dure prove che aveva subito nel passato, si trovava di nuovo “in ginocchio”: religiosi che partivano per le armi, l’epidemia che colpì diversi padri, fra cui il Superiore Generale, mons. Struffolini.
Il Card. Prefetto della Congregazione dei Religiosi nomina p. Giacobbe Superiore Generale, Postulatore della Causa di Beatificazione del ven. César de Bus e Procuratore Generale, pur rimanendo Superiore Provinciale piemontese e Parroco di Gesù Nazareno. Il Padre accolse, con serena fiducia nella Provvidenza di Dio, quest’ulteriore peso. Due sono gli avvenimenti di grande importanza per l’intera Congregazione durante il suo Generalato: il 17 ottobre 1926 il papa Pio XI solennemente beatifica i pp. Claudio ed Eustachio, dottrinari martiri della Rivoluzione Francese; vengono approvate le nuove Costituzioni della Congregazione, riformate secondo il Codice del 1917.
Dopo aver festeggiato nel 1930 solennemente il cinquantesimo di Sacerdozio, la sua salute cominciò lentamente ad indebolirsi, fino a costringerlo ad abbandonare qualsiasi attività. Così, nel silenzio della sofferenza e nel vuoto lasciato nella Parrocchia, si preparava all’incontro definitivo col Signore che avvenne il 17 febbraio 1934. Dopo i solenni funerali celebrati nella “sua” chiesa di Gesù Nazareno, venne sepolto nella cappella dei padri dottrinari a S. Damiano d’Asti. Nel 1957, centenario della sua nascita, la salma è stata traslata nella chiesa stessa di Gesù Nazareno.

Vita di Famiglia Dottrinaria”:

Dal 25 al 28 agosto
Incontro delle famiglie dottrinarie presso le Sorelle Povere di Santa Chiara in San Severino Marche.
 A
SAN SEVERINO MARCHE
Incontro delle famiglie dottrinarie presso le Sorelle Povere di Santa Chiara in San Severino Marche.

Nel periodo sopra indicato si svolgerà presso la casa di accoglienza delle Sorelle Povere di Santa Chiara di S.Severino Marche l’incontro nazionale delle famiglie dottrinarie.
 
Poichè la disponibilità di accoglienza della casa è di n. 33 posti  massimo, vi proponiamo di inviare quanto prima la vostra iscrizione, entro e non oltre il 15 giugno. Raggiunto il numero massimo, se creerà una lista di attesa.
Le iscrizioni devono pervenire ad Antonio Garzia (cell.3383439729;   agarzia@epaflex.it) o Bonelli Gianluca (cell. 3383038543;                gianluca.bonelli@tin.it) con una caparra di 50 euro a famiglia (da consegnare al referente locale).
Il costo complessivo che comprende vitto e alloggio, ma non il viaggio (a cui ogni famiglia dovrà provvedere autonomamente) è di Euro 150 a famiglia.
Arrivo nella mattinata del 25 agosto e partenza nel pomeriggio del 28 agosto.
Il programma di massima delle giornate verrà inviato ai referenti entro il20 luglio.
Per le informazioni pratiche chiedere all’atto dell’iscrizione.

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