Notiziario: gennaio 2011

Carissimi, in questo mese, il brano della Parola di Dio su cui pregare, meditare e condividere, ed il relativo commento del B. Cesare, riguardano il brano del Vangelo che ascolteremo il 23 gennaio, Terza Domenica del tempo Ordinario. Per la storia di famiglia, riportiamo delle testimonianze di grazie ricevute per intercessione del Beato Cesare. Per la rubrica “Vita di Famiglia Dottrinaria”,inseriamo l’invito da parte dei coordinatori a partecipare all’incontro del 15-16 gennaio p.v..
 Un caro saluto.  
P. Sergio La Pegna

DAL VANGELO SECONDO  MATTEO (4, 12-23)

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
Terra di Zàbuloneterra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelliche abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta.
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

Dagli scritti del B. Cesare

Gesù camminando lungo il mare di Galilea, vide due fratelli: Simone chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano in mare la rete, siccome erano pescatori, e disse loro: “seguitemi, vi farò pescatori di uomini” (Mt 4, 19). Con queste semplici parole Gesù volle farci capire due grandi verità: la dignità apostolica, e la futura conversione degli uomini. Questo lo dichiarò poi apertamente quando disse: “non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” (Gv 15, 16). Lui, con il nome di pescatori, intende i predicatori del Vangelo, come aveva presagito il profeta Geremia dicendo: “Ecco, io invierò numerosi pescatori – dice il Signore – che li pescheranno; quindi invierò numerosi cacciatori che daranno loro la caccia su ogni monte, su ogni colle e nelle fessure delle rocce” (Ger 16, 16); vale a dire saranno così zelanti che correranno da tutte le parti, per guadagnare anime a Dio.
Siccome Gesù paragona la predicazione alla pesca, spieghiamo questa immagine. Il pescatore nel pescare usa delle reti, il predicatore si serve, come fosse una rete, della parola di Dio. I pesci sono gli uomini. Il mare significa il mondo che è veramente simile al mare: se il mare è traditore, pieno di insidie e di tempeste, se è instabile, variabile e pieno di pericoli, il mondo è ugualmente tutto questo. I pesci che nuotano in mare indicano gli uomini, che si aggirano in questo mondo.
Ho detto che le reti sono la parola di Dio, come Gesù stesso lo dichiara: “il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci” (Mt 13, 47)… Ma oggigiorno i predicatori possono dire come San Pietro: “abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo
preso nulla” (Lc 5, 5), predichiamo senza ottenere alcuna conversione. Infatti chi è che ricava frutto dalla parola di Dio? Chi ascoltandola ha migliorato la sua vita?
La lampada illumina gli altri, nonostante consumi se stessa; e la campana chiama gli altri alla chiesa, benché essa non vi entri mai. Siamo dunque buoni uditori, considerando che Dio parla per mezzo della bocca del predicatore, e dice dei predicatori: “chi ascolta voi, ascolta me” (Lc 10, 16), e chi rifiuta di ascoltare la voce del predicatore, fa capire che non vuole ascoltare Dio, che parla per mezzo di lui.
Appena i due fratelli Pietro e Andrea furono chiamati da Gesù alla sua sequela, abbandonarono subito le loro reti e lo seguirono. Cosa veramente ammirabile. A un semplice invito, senza dubitare, senza informarsi, senza troppi ragionamenti, abbandonano tutto e seguono Gesù Cristo. Non domandano: dove andiamo? Che facciamo? Quali mezzi ha costui per nutrirci? Non pensano affatto a tutto questo, ma si mettono a seguirlo appena chiamati, e si lasciano condurre dove Gesù vuole. Che bell’esempio di perfettissima obbedienza, e quanto la vocazione divina corrisposta è differente dalla prudenza umana.
E’ veramente lodevole la pronta obbedienza di quei due santi fratelli, nel disprezzare e abbandonare ogni cosa.

Dalla “Storia di Famiglia”: L’intercessione del B. Cesare

Nella prima biografia del Beato Cesare, scritta da p. Jacques Marcel, si legge: “Nostro Signore non s’accontentò di far sì che il Padre Cesare fosse stimato per i suoi molteplici doni e per la sua pietà, ma anche per i miracoli avvenuti per sua intercessione, a vantaggio della Chiesa e dello sviluppo della nostra Congregazione: poiché il frutto, che si ottiene giornalmente dalle meraviglie che a Dio piace operare per i meriti del suo servitore, è molto grande in queste province. Ora per seguire un certo ordine nella lista dei miracoli operati da Dio per l’intercessione del Padre de Bus, e presi tra 150, che ha già operati, i due terzi dei quali sono registrati e verificati nell’inchiesta formale della sua vita, io comincerò da quelli fatti mentre era in vita”.
Ancora oggi, il Beato Cesare continua ad intercedere per i suoi devoti e la testimonianza che segue ne è un esempio:

Cari Padri Dottrinari, desidero rendere testimonianza di una grazia ricevuta dal Signore Gesù per intercessione del Beato Cesare de Bus.
Nel novembre 2006, sono andata da un cardiologo per una visita di controllo; il dottore eseguiva un elettrocardiogramma e quindi eseguiva una ecografia alla tiroide da cui si evidenziavano dei noduli alla tiroide e mi prescriveva una scintigrafia. Io non ho voluto fare la scintigrafia ed ho iniziato a pregare intensamente il Beato Cesare de Bus per trovare un’altra soluzione. Mi sono rivolta al mio medico curante che mi ha indicato un endocrinologo che eseguiva una ecografia alla tiroide, escludendo la scintigrafia e mi prescriveva una cura. Con questa cura sono stata bene per un anno e mezzo. In estate, in agosto, insorgeva una forma di tachicardia molto fastidiosa. Ero vivamente preoccupata, temevo un ricovero in Ospedale per altri accertamenti. Mi sono rivolta al mio protettore padre Cesare de Bus, che ha ascoltato le mie preghiere, intercedendo presso il Signore Gesù. Dopo alcuni giorni, col consiglio di mio marito, mi rivolgevo ad un altro endocrinologo, che mi rassicurava dicendomi che si trattava di noduli piccoli e diminuiva la dose che mi era stata prescritta. Da alcuni mesi sto bene e di questo desidero esprimere la mia gratitudine al mio santo protettore il Beato Cesare de Bus, che ha esaudito le mie preghiere intercedendo presso il Signore Gesù.
N.N.

“Vita di Famiglia Dottrinaria”: “Il Movimento Famigliare Dottrinario”

Un saluto a tutti quanti dal “movimento famigliare dottrinario”.
Ci rifacciamo vivi dopo qualche mese di attesa silenziosa (ma non di
inattività, in quanto in questi due mesi abbiamo stretto contatti con alcune
comunità italiane dottrinarie) per sottoporre alla vostra attenzione una data
per noi importante:

SABATO E DOMENICA 15 GENNAIO 2011

è importante per noi questa data perché vorremmo incontrare in quel di Roma i
referenti dei gruppi famiglia delle varie comunità dottrinarie sparse per
l’Italia. Ovviamente saremmo lieti di incontrare o comunque di poter concordare
la presenza anche di famiglie o rappresentanze di famiglie che per vari motivi
non appartengono a comunità dottrinarie ma che ai dottrinari sono legate in
qualche modo (se ne può parlare, insomma).
L’incontro, che si terrà nella data suddetta presso la Casa Generalizia delle Religiose di Maria Immacolata in Roma, avrà come scopo principale la presentazione
del movimento, le intenzioni di base, la conoscenza dei vari referenti e la
presentazione delle varie realtà famigliari e il confronto sulla
intenzione/possibilità di procedere nell’organizzazione di un incontro a
livello nazionale delle famiglie nel mese di agosto 2011 (dove, quando, come,
perché, ecc.). è ovvio che quando si parla di referenti in questo caso si
faccia riferimento ad una famiglia, ma è altrettanto ovvio che risulta
piuttosto difficile per una famiglia muoversi tutta insieme per un corto week
end, per cui ogni comunità si può organizzare come meglio crede e mandare
magari uno/due persone di nuclei famigliari diversi se questo può aiutare ad
ammortizzare le spese.
Riteneteci a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento.
un abbraccio fraterno a tutti.

Antonio e Michela, Gianluca e Daniela (Vigevano)

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