Notiziario: Dicembre 2009

Carissimi,
in questo mese, il brano della Parola di Dio su cui pregare, meditare e condividere, ed il commento del B. Cesare riguardano il brano del Vangelo che ascolteremo nella Solennità della Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.
Per la storia di famiglia riportiamo cenni sulla figura del p. Pietro Paolo Meloccaro, primo Superiore Generale italiano ed originario di Pontecorvo (FR).
Desidero, inoltre invitarvi a visitare il nuovo sito della Postulazione:
http://debus.it. Può diventare un’ulteriore occasione per conoscere il nostro Beato. Rimango sempre a disposizione per vostri suggerimenti o migliorie. Grazie.
Un caro saluto e buon cammino di Avvento.  
P. Sergio La Pegna

 
DAL VANGELO SECONDO  LUCA

1, 26-38

26 L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28 Entrando da lei, disse: “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te”. 29 A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30 L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.
34 Allora Maria disse all’angelo: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?”. 35 Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36 Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37 nulla è impossibile a Dio ”. 38 Allora Maria disse: “Ecco, la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”. E l’angelo si allontanò da lei.

 DAGLI SCRITTI DEL  B. CESARE  
 

Il Vangelo ci dice che “l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria” (Lc 1, 26-27), per dirle da parte di Dio, che il Re del Cielo, conquistato dalla sua bellezza, avrebbe disposto che concepisse e partorisse un Figlio, che sarebbe il Salvatore del mondo…

Dove si trovava la Vergine Maria quando si presentò a lei l’Angelo Gabriele? Non fuori casa, non a passeggio, dice Sant’Ambrogio; ma piuttosto nella solitudine e nel silenzio della sua casetta, segregata dal mondo, e pregando Dio suo Padre con confidenza e nel raccoglimento. Nella sua casetta lei leggeva le Sacre Scritture, studiava i Profeti, e meditava giorno e notte la legge del Signore. Ripeteva sovente, nello slancio del suo fervore: quando sarà, o mio Dio, che verrai a visitare il tuo popolo, a scacciare l’infernale nemico, a liberare dal carcere del Limbo gli antichi Padri?
E chi sarà quella fortunata creatura, che troverà grazia davanti a te per essere Madre e Vergine? Lei ben sapeva che Isaia aveva profetato, che una Vergine avrebbe concepito e partorito un Figlio (cfr Is 7, 14). Così meditando, così desiderando, così pregando, Maria teneva la sua camera chiusa agli uomini, ma non già agli Angeli. Ben a ragione ha potuto dire il Crisostomo, che l’Angelo la trovò non mentre era in gita e fantasticava, ma ritirata e dedita alla contemplazione. Siccome non cercava la  gloria presso il mondo, trovò grazia presso Dio…

Entrato l’Angelo dove stava Maria, ossequioso la salutò dicendo: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te” (Lc 1, 28), tu sei benedetta tra le donne. Questa formula di saluto non si trova in nessun altro incontro che troviamo nelle Sante Scritture, ed è proprio e riservato alla Vergine gloriosa… Maria fu salutata dall’Angelo “piena di grazia”, cioè arricchita della pienezza di tutti i doni di grazia, per i quali si era resa la più grata e la più accetta a Dio. E aggiunse: “il Signore è con te”; perché abitava in Lei come nel suo tempio santo ed eletto, e l’aveva ricolmata dei suoi beni, e perciò benedetta con ogni genere di benedizioni sopra tutte le donne di ogni età.

Della grazia di eccellenza, che è una grazia speciale, per mezzo della quale vengono conferite a una creatura tutte le virtù che la preservino da ogni peccato, fu ripiena Maria, la quale sopravanzò in grazia tutti i figli di Adamo…
Maria, dunque, fu piena di Dio in modo particolare: e non solamente per l’essenza, presenza, potenza e grazia, come gli altri uomini, ma perché il divin Verbo ha preso da lei la sua carne; infatti il corpo di Gesù Cristo unito alla divinità fu formato dal sangue di Maria Vergine. Oh che felicità avere un Dio in sé! E di che cosa può avere bisogno, chi possiede un tale tesoro?
 
DALLA “STORIA DI FAMIGLIA”: P. PIETRO PAOLO MELOCCARO
 
A Pontecorvo, la città che da oltre 250 anni conta sulla presenza dei Padri della Dottrina Cristiana, il 22 dicembre 1795 nacque Pietro Paolo. Entrò in Congregazione giovanissimo e, nel 1810, fece la sua professione religiosa. Nel 1831 fu nominato Parroco di S. Marco in Pontecorvo, dove vi rimase per 11 anni circa. In questi anni scoppiò a Pontecorvo il colera e il P. Meloccaro, insieme ad altri confratelli, si prodigò molto nel soccorso dei malati; seguendo la tradizione dottrinaria diffuse molto nella città la devozione alla Vergine Addolorata e, per gran parte della sua vita, si dedicò all’istruzione intellettuale e religiosa dei giovani. Intanto la Congregazione viveva un periodo molto difficile: la Rivoluzione Francese aveva fatto sparire le quattro Province francesi, il Padre Generale ed il Definitorio. La Congregazione fu ridotta solo alle Province italiane e fu retta fino al 1842 dal Vicario Generale. Venuta meno la speranza di far risorgere la Congregazione in Francia, nel marzo dello stesso anno, il Papa, tramite il card. Orsini, prefetto della S. Congregazione dei Vescovi e Regolari, concedeva l’elezione del Preposito Generale tra gli individui delle Province d’Italia, da farsi nel Capitolo Generale, presieduto dallo stesso Cardinale. Il Capitolo, tenutosi a settembre dello stesso anno, elesse all’unanimità il p. Pietro Paolo Meloccaro. È il primo Preposito Generale italiano e svolse questo suo servizio per ben 14 anni. Il “Diario” giornale della Santa Sede narra anche che i Padri Capitolari furono ricevuti in udienza privata dal papa Gregorio XVI, camaldolese e amico dei Padri Dottrinari.
Da tutti p. Meloccaro fu considerato il depositario di una tradizione dottrinaria genuina e costante. Profondamente legato alla Congregazione spese molte energie per farla conoscere e per questo scrisse una vita del Fondatore e tradusse in italiano diverse sue opere, fra le quali ricordiamo le Omelie festive e i Discorsi catechistici. Pubblicò anche varie sue Lettere indirizzate ai Confratelli, delle Sentenze Scritturali e dei Pensieri sulla educazione dei chierici. Da Superiore Generale prescrive di procurare a tutti, chierici e novizi compresi, una copia personale del Catechismo Romano da studiare singolarmente e in comunità per applicarsi allo scopo fondamentale della Dottrina, così come il Fondatore l’aveva voluta. Si spense il 17 marzo 1882 a Roma.

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