Notiziario: Aprile 2011

Carissimi,
 come è avvenuto per gli scorsi anni, anche quest’anno il numero di aprile del nostro “Notiziario” è un po’ particolare. Come sappiamo, il 15 aprile si celebra il 404° anniversario della morte del B. Cesare.
Sono ormai trascorsi 36 anni dalla Beatificazione di p. Cesare e sono convinto che tanto è stato fatto, ma che molto è ancora da fare per diffondere la conoscenza del nostro Beato. Mi vengono in mente le parole che il Card. Danneels, Arcivescovo di Bruxelles, disse riguardo alla canonizzazione del B. Damiano de Vestier: “Tanti mi chiedono perché mai Damien ha aspettato un secolo per fare il primo miracolo. La mia risposta è sempre la stessa: è colpa nostra, perché noi non abbiamo domandato la sua intercessione. L’abbiamo ammirato, ma non ci siamo rivolti a lui nella preghiera. Lui, da noi, non ha avuto lavoro, non ha avuto niente da fare. Avrà pensato: se voi non chiedete niente, io non faccio niente”. Non è forse talvolta anche questo il nostro atteggiamento riguardo al B. Cesare?
Siamo tutti convinti che il B. Cesare ha molto da dire anche oggi, sia per il suo ricco itinerario spirituale, sia per le sue intuizioni catechistiche.
Per tale motivo desidero riproporre a voi un semplice schema di preghiera da utilizzare sia personalmente che comunitariamente. In tal modo ci sentiamo uniti gli uni gli altri e chiediamo l’intercessione del B. Cesare sia per i nostri malati sia per coloro che nella Chiesa annunciano la Parola di Dio, perché possano essere, nella vita quotidiana, “catechismo vivente”.
In questo modo, chiediamo anche al Signore che ci conceda il dono della Canonizzazione del B. Cesare.         p. Sergio La Pegna

15 aprile
Commemorazione della morte
del B. Cesare de Bus

Questa Commemorazione può avvenire prima della benedizione, al termine della Celebrazione Eucaristica o delle Lodi o dei Vespri.
Nel caso in cui ci si trova a casa, si può vivere la Commemorazione come  momento di preghiera personale, magari davanti ad un’immagine del Beato.

Sac.: Carissimi, oggi siamo qui raccolti in preghiera per commemorare il passaggio del B. Cesare dalla vita terrena alla vita eterna, che avvenne il 15 aprile 1607, giorno di Pasqua, nella casa di S. Giovanni il Vecchio ad Avignone.
Raccogliamoci per alcuni istanti in silenzio e lodiamo il Signore nostro Dio per aver arricchito la Chiesa con il dono della santità di Padre Cesare, che ha dedicato tutta la sua vita all’annuncio della Parola di Dio e all’esercizio della Dottrina Cristiana.

Si fa una breve pausa di silenzio e poi il sacerdote prosegue

Preghiamo.
O Dio, che hai suscitato nella tua Chiesa il Beato Cesare perché, con la parola e l’esempio, indicasse al tuo popolo la via della salvezza, concedi anche a noi di seguire Cristo Maestro e Signore, per giungere con i nostri fratelli nella gloria del tuo Regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
T.: Amen.

Lettore:  Ascoltiamo il racconto della santa morte del B. Cesare, tratto dalla biografia di p. Jacques Marcel 

Il sabato santo lo si sentiva ripetere: “Non si sta forse preparando una festa per me? Per me,oggi è una vigilia!”. Durante l’intera mattinata non fece altro che alzare gli occhi verso il cielo e sussurrare: “desidero partire da questo mondo per stare con Te, amato Gesù!”. Il dottor Ribère, citato più sopra, ed un altro medico vennero da lui per tentare un’ultima terapia… Espletate tutte le cure del caso, P. Cesare, consapevole dell’imminente solennità della Pasqua, prevedendo il momento del suo felice distacco da questa terra, esclamò: “Coraggio, ecco Pasqua! Ecco ormai vicina la mia partenza. Debbo lasciare questa vita per l’altra. Voglio andarmene non per forza, ma volentieri”. Già cominciava a perdere la parola. Pertanto, prima di tacere definitivamente, al P. Larme sussurrò: “Resterò sette ore senza parlare, ma sarai tu a parlare per me. Scrivi, ti prego, le invocazioni che desidero siano da te ripetute”.
E dettò :”Signore, se Tu guardi le colpe, chi potrà salvarsi? – Maria, madre della grazia, madre della misericordia, difendici dal nemico, accoglici nell’ora della morte –Angelo di Dio che sei il mio custode al quale ti fui affidato dalla pietà celeste, illuminaci ora, custodiscici, sostienici e guidaci. Amen – S. Bernardo prega per me”.
Esprimendosi ormai con grande fatica, non faceva altro che singhiozzare e bisbigliare di tanto in tanto: “Dio mio, Dio mio, o buon Gesù, o buon Gesù, sii per me Gesù e salvatore”.
Prima di perdere definitivamente la parola, espresse il vivo desiderio dell’assoluzione generale ritenuta più necessaria di ogni cura. Il P. Sissoine gliela impartì subito con la penitenza di un’Ave Maria e tre volte il santo nome di Gesù. Fu così che, ripetuto per la terza volta il nome di Gesù, tacque per sempre. Questo santo nome fu l’ultima sua parola.
Mantenne tuttavia ancora la capacità dell’udito. Infatti ogni volta che gli veniva sussurrata una delle sue invocazioni, egli apriva gli occhi verso l’alto e sospirava leggermente. Durante le sette ore nelle quali rimase senza parola, manifestò anche una grande difficoltà di respirazione accompagnata da una evidente e grave sofferenza. Forse era questo il suo ultimo combattimento, secondo la profezia di Antonietta.
Prima che perdesse del tutto la parola, i Padri e i Fratelli presenti vollero rinnovare nel Signore davanti a lui il voto di  obbedienza, manifestando così la loro volontà di vivere e di morire nella Congregazione. Essi fecero ciò con molta gioia e conforto interiori.
Verso la mezzanotte del sabato santo, inizio della solennità della Risurrezione del Signore, tutti i Padri e i Fratelli si raccolsero nella sua camera per essere  presenti al suo trapasso.
Mentre pregavano per lui, la difficoltà di respiro cessò, ed egli stette per circa un’ora sereno e tranquillo. All’improvviso apparvero sul suo volto alcune gocce di sudore accompagnate da tre lievi sospiri. Poi, senza alcun movimento o contrazione, spirò.
Così, com’egli stesso aveva predetto, la sua anima volò tra le braccia del suo amato Sposo divino per godere dell’eterna beatitudine.
Si concludeva  in tal modo la sua esistenza  coronata da una veneranda anzianità, ricca di tribolazioni, di sofferenze, di virtù e, soprattutto di una meravigliosa perfezione di vita.
Era il 15 aprile 1607, nell’ora in cui noi crediamo che il nostro Signore Gesù Cristo  é uscito dal sepolcro, vincitore della morte  e dell’inferno.

Breve pausa di silenzio

Lettore: Dal Decreto di Beatificazione di p. Cesare di Papa Paolo VI

Cesare de Bus fece della Sacra Scrittura l’alimento quotidiano dello spirito e fu così in grado di dedicarsi adeguatamente ed efficacemente al ministero catechistico che costituì la sua occupazione principale, in considerazione di ciò lo abbiamo ritenuto veramente degno di essere indicato come stimolo e modello a tutti i catechisti, siano essi sacerdoti, religiosi, congregati, fedeli laici, tanto più per avere egli riunito attorno a sé dei coadiutori e fratelli in Cristo che insegnassero la dottrina evangelica senza risparmio di tempo e di forze… Da vivo aveva dato insigni esempi di vita virtuosa, dopo morto fu oggetto di viva devozione. Fin dal 1611 si lavorò perché fossero tributati a un così meritevole uomo gli onori dei Beati celesti.
 
Breve pausa di silenzio

Lettore: A conclusione di questo momento di preghiera, affidiamo al Signore, per intercessione del B. Cesare, i nostri malati e tutte le situazioni di sofferenza che conosciamo. Preghiamo insieme

O Dio onnipotente, umilmente prostrati ti adoriamo.
Tu sei l’autore della vita, il Padre misericordioso,
la fonte di ogni consolazione,
fa risplendere un raggio della tua misericordia
e consolaci accordandoci la grazia
della guarigione dei nostri cari infermi  (aggiungere i nomi)
È vero noi non meritiamo tanto favore,
ma ti supplichiamo
invocando come intercessore il Beato Cesare
che tanto ha sofferto e con tanto zelo
ti ha servito su questa terra
e che ora dal cielo continua a darti gloria
intercedendo per i suoi devoti. Amen.
Gloria al Padre…

BENEDIZIONE con la reliquia del Beato

Sac.:  Il Signore sia con voi.
T.: E con il tuo spirito.

Sac.: Per l’intercessione del B. Cesare de Bus, vi benedica Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo.
T.: Amen.

Sac.: Seguite le orme del B. Cesare. Andate in pace.
T.: Rendiamo grazie a Dio

Al termine si può far baciare la reliquia del Beato

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